SCULTURA | PITTURA | GRAFICA | FOTOGRAFIA
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CV
LORELLA CALZOLARI, 1963 Mezzani (Pr)
dove vive e lavora
2011. FINALISTA per la scultura di PREMIO BASI 2011
Premio Basi, Mostra dei finalisti, Cava di Roselle (Gr)
Firenze, Palazzo Levi, “Intimo interiore. Dialogo a tre voci”, “Caos Geometrico”, nell’ambito del ciclo Time is Art
Firenze, Palazzo Levi, “What’s the Matter_il peso della forma”, doppia personale nell’ambito del ciclo Time is Art
2010. Sirmione e Desenzano sul Garda (Bs), lungo lago, spiaggia del prete, porto Sirmione2, Palace Art Hotel, “Pietra&Co.’10” a cura di Lillo Marciano con la direzione artistica di Afra Canali
Colorno, Chiesa di Santo Stefano, “Suoni Correnti”
Firenze, Grand Hotel Minerva e Palazzo Antinori, ArTour-O, progetto site specific “Stanza 121, Grand Hotel Minerva”
Bolzano, KunStart_10 con Progetto Gavagai
2009. Reggio Emilia, “Immagina”, Fiere di Reggio Emilia
Firenze, “Spazi e Linguaggi”, Galleria Immaginaria, mostra collettiva
Parma, “Stabile”, Galleria Studio Kan, mostra personale
Roma, Galleria Vista, “Punti di vista”, mostra collettiva
2008. SELEZIONE del Premio Celeste 2009, pubblicazione nel catalogo
San Sebastiano Curone (Al), Palazzo del Principe, mostra collettiva
Firenze, “Il fango e la luce”, spazio Artsenal63, mostra collettiva
2007. Colorno (Pr), Aranciaia e Reggia Ducale, “La città dell’aria” mostra collettiva Montepulciano (Si), Palazzo del Capitano, “La storia di un angelo”, collettiva
San Sebastiano Curone (Al), Palazzo del Principe, collettiva
Milano, Serra Lorenzini, “Manifattura Milano”, collettiva di arti applicate a cura della galleria d’arte contemporanea Diecipuntodue
2006. Colorno (Pr), Aranciaia, collettiva
Cerbaia, San Casciano Val di Pesa (Fi), Jack and Joe Theatre, collettiva
Montepulciano (Si), Palazzo del Capitano, collettiva
2005. Colorno (Pr), Chiesa di S. Stefano, “I colori dal sogno della Terra”, collettiva
2004-2008. Firenze, ART, Fortezza da Basso, “Visioni”, innovazione, design, ricerca
1997. Torino, Biennale Off, Sezione Design
1996. Parma, Erregi Design, “Domestica”, collettiva
NOTA CRITICA
LA STRUTTURA DELL’EQUILIBRIO
Lorella Calzolari o Del radicamento
a cura di SPG
Lorella Calzolari riflette sull’equilibrio e sul rapporto in esso tra il volume e la trasparenza, il pieno e il vuoto. Con le opere del ciclo Sotterranea_underearth la ricerca punta al tema della stabilità come effetto dell’equilibrio da cui la forma risulta e che, a sua volta, questa produce tutto intorno.
L’equilibrio su cui si sofferma l’attenzione di Calzolari, quindi, non è la dimensione funambolica del miracolo e dell’evento che è un punto nello spazio ma un centro di forze da cui origina un radicamento. La terra citata nel titolo è la materia originale, l’impasto tanto simbolico quanto organico di ciò che esiste. La stabilità cercata è, quindi, la qualità sottile di un bilanciamento tra le sostanze diverse dell’esistenza, fisiche e simboliche, significati, memorie, aspirazioni come carne e sangue, spazio e movimento. Queste assonanze alchemiche (cui fa pensare il titolo dell’opera Così sopra come sotto citando Ermete Trismegisto) sono parte della speculazione di Calzolari, il cui approccio alla pratica scultorea è tanto conoscitivo quanto visionario, formalmente accurato nella sintesi delle linee come profondamente intenso sul piano semantico.
L’ultimo approdo alla vetroresina conduce la ricerca sull’equilibrio a considerare la consistenza materiale delle sue forme come un luogo misto in cui la luce riempie e attraversa. Questo attraversamento permette una riflessione sul limite, il limite della forma come contenitore semantico contenuto a sua volta nell’ampio flusso percettivo della realtà circostante.
Luce dentro, è un lavoro sulla possibilità di contenere la luce. Luce intesa come l’elemento principale della possibilità creativa, lo spazio vuoto illuminato, consapevole, attivato dal disegno di una forma. Incipit, è il lavoro che, in questo ciclo, esplicita maggiormente il passaggio della forma come contenitore aperto al riverbero semantico dell’ambiente circostante.
Ancora una volta la forma, nel lavoro di Calzolari, è elemento di equilibrio, una mediazione sul confine tra il dentro e il fuori. Con Albero, la ricerca ritorna sulla soglia del confronto tra il ritmo frattale dell’accrescimento naturale e l’approccio costruttivo dell’uomo. La somiglianza della forma dell’albero con altre forme riconoscibili, come una mappa o una barca, apre un’interessante riflessione sulla creazione di forme, riflessione cui la pratica scultorea dà ampio spazio, impegnando gli artisti ad un costante confronto con l’ambiente naturale e umano.
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CV | LORELLA CALZOLARI, born in Mezzani (Parma) – Italy Where she lives and works in 1963
2011. Firenze, Levi Palace, “What’s the Matter_il peso della forma”, double solo show in the Time is Art cycle
2010. Sirmione and Desenzano sul Garda (Brescia), near Garda lake, Priest beach, Sirmione2 Port, Palace Art Hotel, “Pietra&Co.’10” curated by Lillo Marciano with the artistic direction by Afra Canal, Kanalidarte Art Gallery | Colorno, S. Stefano Churc, “Suoni Correnti” curated by Progetto Gavagai | Firenze, Grand Hotel Minerva and Palazzo Antinori, ArTour-O, site specific project “Stanza 121, Grand Hotel Minerva” | Bolzano, KunStart_10 International Art Fair, project by Progetto Gavagai | 2009. Reggio Emilia, “Immagina” Art Fair | Firenze, “Spazi e Linguaggi”, Immaginaria Gallery, group exhibition | Parma, “Stabile”, Studio Kan, solo exhibition | Roma, Galleria Vista, “Punti di vista”, group exhibition | 2008. NOMINATION Premio Celeste 2009, group exhibition catalogue | San Sebastiano Curone (Alessandria), Palazzo del Principe, group exhibition | Firenze, “Il fango e la luce”, Artsenal63, group exhibition | 2007. Colorno (Parma), Aranciaia and Reggia Ducale, “La città dell’aria” group International exhibition | Montepulciano (Siena), Palazzo del Capitano, “La storia di un angelo”, group exhibition | San Sebastiano Curone (Alessandria), Palazzo del Principe, group exhibition for the Ist Annual of Design and Craft curated by Artinfiera | Milano, Serra Lorenzini, “Manifattura Milano”, group exhibition curated by Diecipuntodue Contemporary Art Gallery | 2006. Colorno (Parma), Aranciaia, “Art Colorno”, group exhibition | Cerbaia, San Casciano Val di Pesa (Firenze), Jack and Joe Theatre, group exhibition | Montepulciano (Siena), Palazzo del Capitano, group exhibition | 2005. Colorno (Parma), S. Stefano Church, “I colori dal sogno della Terra”, group exhibition | 2004-2008. Firenze, ART, Fortezza da Basso, “Visioni”, design and Art and Craft research | 1997. Torino, Biennale Off, Design section | 1996. Parma, Erregi Design, “Domestica”, group exhibition
THE STRUCTURE OF BALANCE
a comment on the sculpture of Lorella Calzolari
by Silvia Petronici Gavagai
Lorella Calzolari reflects on the balance and on the relation in it between the volume and the transparency, the fullness and the emptiness. With the works of the “Underearth” cycle her research is focused on the stability like the effect of the balance from which the shape results and that, at the same time, this produces all around. The balance on which is dwelt the attention of Calzolari, therefore, is not the funambulistic dimension of the miracle and of the single event that is just a point in the space but the balance is a center of forces from which an establishment is produced. The earth cited in the title is the raw material, both an organic and a symbolic mixture of what exists. Thus, the stability sought is the fine quality of a tradeoff between the different substances of the existence, physical and symbolic, meanings, memories, expectations like flesh and blood, space and motion. The title of the work “So above like under”, quoting Ermete Trismegisto, make us reflect on the alchemical assonances that are part of the speculation of Calzolari, whose approach to the sculptural practice is both cognitive and visionary, formally careful in the synthesis of the lines and deeply intense on the semantic level.
The last arrival to the fiberglass leads the research to consider the material consistency of the shapes like a mixed place in which the light enter, fill and go through. This crossing allows a reflection on the limit of the shape considered as a semantic holder contained itself in the wide perceptive flow of the surrounding reality. “Light inside”, is a work on the possibility of capturing and containing the light. Here, light is considered as the key element of the creative possibility, the empty space enlightened, aware, activated from the drawing of a shape. “Incipit”, is the work that, in this cycle, clarifies more the passage of the shape as a container open to the semantic reverberation of the surrounding environment. Once again the shape, in the work of Calzolari, is the element of balance, a mediation on the boundary between the inside and the outside. With “Tree”, the research returns on the comparison between the fractal rhythm of the natural growth and the constructive approach of human being. The similarity of the shape of the tree with other recognizable shapes, such as a map or a boat for example, opens an interesting reflection on the creation of shapes. In fact, the sculptural practice gives lot of attention to this particular reflection, pledging the artists to a constant comparison with the natural and human environment.