SCULTURA
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CV
GIORGIO AZZARETTI, 1975 Casorate Primo (Pv)
vive a Varzi (Pv)
2001.
Faenza (Ra), Chiostro della commenda, "Ali di terra"
2002.
Cortemaggiore, Piacenza, “Artisti in piazza”
2003.
Zinasco, Pavia, Cascina Gialla, “Artigianate” Varzi (PV), “Trismegisto 2003”
Varzi (PV), “Bazàr”
Milano, Galleria La Cadrega, “Artigiànate”
2004.
Zinasco, Pavia, Cascina Gialla, “Artigianate” Voltorre (VA), Museo d’arte contemporanea, “Il Vaso di Pandora”
Travo (PC), Castello di Travo, “Arti e lettere città di Bobbio”
Lodi, Centro Bipielle city, “Terre di Lombardia”
Milano, Galleria La Cadrega, “Artigiànate”
San Bernardino (CH), “ConCreta”; Varzi (PV), Spazio 16PiazzaFiera, “Tracciati”
2005.
Kyoto (JP), Traditional art & crafts gallery, “Terre di Lombardia”
Coquio Tr. (VA), Atelier del Capricorno, “Bamboo”
Faenza (RA), Museo Carlo Zauli, “Ask the dust”
Bova (RC), “Bovarchè”
Rivanazzano (PV), Sala Manifestazioni, “Argilla Forme e Senzazioni”
Cocquio Tr. (VA), Atelier del Capricorno, “L’intruso”
Milano, Galleria Mirò, “Artigiànate”
Varzi (PV), Spazio 16PiazzaFiera, “Storia di una tazza”
2006.
Zinasco (PV), Cascina Gialla, “Artigiànate”
Cocquio Tr. (VA), Atelier del Capricorno, “Sul sentiero del ritorno”
Casteggio (PV), Quinto Elemento, “Trame di fumo”
2007.
Colorno (Pr), Aranciaia e Reggia Ducale, “La città dell’aria” mostra internazionale d’arte contemporanea
San Sebastiano Curone (Al), istallazione ceramica “Manes” presso il Palazzo del Principe nell’ambito della Prima Annuale di Arti Applicate di Artinfiera, Associazione Nazionale Artisti Artigiani
2008.
Firenze, spazio Artsenal63, “Il fango e la luce”, mostra collettiva a cura di Silvia Petronici
NOTA CRITICA
MANES
a cura di SPG
L’opera di Giorgio Azzaretti risulta da una ricerca sulla mitologia etrusca dove Manes è il nome di un’oscura divinità bifronte che minaccia le anime dei morti.
Lo yo-yo con il suo corpo doppio è un simbolo di ambiguità, il movimento oscillatorio avanti e indietro in sospensione sul filo è una sintesi poetica della vita umana. La transitorietà e la precarietà dell’uomo sono sulla corda. Azzaretti rappresenta le due facce dell’uomo e della sua stessa condizione esistenziale: il volto in luce, quello esterno e il suo doppio identico in ombra. Il doppio, la luce e l’ombra, la vita e la morte, l’opposizione che garantisce il movimento della vita sono il nodo di questo lavoro, che conduce la riflessione dall’oscillazione alla stasi.
MANES è un’opera intensa, il cui linguaggio fortemente simbolico è sviluppato da scelte plastiche di grande interesse scultoreo. Azzaretti è un abile maestro ceramista e l’uso di questo materiale così antico e vicino alla terra accorda l’intera istallazione con il tono della ricerca filosofica che contiene.