z9.2.CAOS GEOMETRICO | time is art
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lorella calzolari | marco casolino | gianna cheli | virginia lopez | daniela politelli | mario rossi
 
giugno/luglio 2011
Palazzo Levi
Firenze
 
quarta esposizione nell’ambito del progetto TIME IS ART
a cura di Silvia Petronici gavagai e Barbara Madrigali
con il sostegno di Progetto Gavagai e Moving Music
 
Lo sguardo coglie le geometrie, a volte come il risultato di una ricerca accurata, altre volte con stupore e ironia. La fotografia nasce per documentare e riprodurre il reale, per darne una testimonianza affidabile. Ciò che è stato da subito chiaro è, però, che la macchina fotografica non è attraversata solo dall’occhio del fotografo ma anche dal suo sguardo e questo, a sua volta, è il frutto di mille circostanze e dell’incrocio di mille parametri (personali e diffusamente culturali). Guardiamo la realtà e nel suo caos molteplice – blooming buzzing confusion – cerchiamo un ordine possibile, una frequenza costante, un ritmo nei fatti che li colga come ricorsivi e li renda perciò prevedibili. Facendo attenzione a questa tendenza all’orientamento razionale, in questa mostra se ne mettono in evidenza le conseguenze estetiche, il piacere visivo prodotto dalla ricerca e, forse meglio, dalla conquista delle costanti e del ritmo.
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Questi i lavori presentati:
 
Lorella Calzolari:
Amami, stampa digitale su carta fotografica su supporto rigido, cm 100x70, 2011           
Marco Casolino:
Tradimento, stampa fine art su carta Hahnemühle montata su alluminio dibond, cm 67x110, 2010        
tiratura 3+1
Gianna Cheli:
La pedrera, stampa digitale su carta fotografica su supporto rigido, cm 100x70, 2009                    
Lucernario, stampa digitale su forex, cm 30x40, 2010
Uomo formica, rielaborazione fotografica su forex, cm 50x50, 2008      
Uomo formica N, rielaborazione fotografica su forex, cm 50x50, 2008  
Bundestag, fotografia in cibachrome, cm 100x70, 2008
Galleria, stampa digitale su forex, cm 100x70, 2010       
Raggio, stampa digitale su forex, cm 45x60, 2010           
Vero, stampa digitale su forex, cm 45x60, 2010
Virginia Lopez:
Iste ego sum. 1, fotografia stenopeica B/N, tarlatana e tela su carta cotone, cm 57x76, 2010                   
Iste ego sum. 2, fotografie su acetato, procedimento ai pigmenti, cera, ferro e pigmenti, cm 60x90, 2010
Riflessi/Lo specchio, procedimento ai pigmenti su carta cotone, cm 76x54, 2007/2008
Riflessi/Lo specchio, procedimento ai pigmenti su carta cotone, cm 76x54, 2007/2008
Daniela Politelli:
150 anni, stampa fotografica su carta su alluminio, cm 100x58, 2011                      
150 anni, stampa fotografica su carta su alluminio, cm 88x58, 2011        
Mario Rossi:
Synchronicity 1, stampa digitale su carta fotografica montata su alluminio, cm 125x150, 2009
tiratura 7
A day at museum, stampa digitale su carta fotografica montata su alluminio e plexiglass, cm 90x100 2008
tiratura  7  
Smoking area, stampa digitale su carta fotografica montata su alluminio e plexiglass, cm 70x90, 2011
tiratura 7                    
Swimming Pool, stampa digitale su carta fotografica montata su alluminio e plexiglass, cm 120x116, 2011
tiratura 7 
Arles enigma, stampa digitale su carta fotografica montata su alluminio e plexiglass, cm 86x90, 2011
tiratura 7                    
 
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Gli autori coinvolti, dai diversi punti di vista dei loro singoli sguardi, ci danno insieme un quadro delle possibili geometrie della realtà fisica in cui è inglobata la realtà umana. L’essere umano come elemento di questo caos naturale in cui si imbattono continuamente i nostri sensi, a sua volta, può essere oggetto di uno sguardo “geometrico” in cui contano i contorni della sua figura, i limiti esterni dell’azione, le sue minuscole tracce. Questo è quanto accade nel lavoro di Mario Rossi come di Daniela Politelli, dove la presenza umana diviene volume, ingombro e traccia poetica. Nel lavoro di Gianna Cheli prevale l’attenzione per il segno e per il rapporto con la forma; qui l’architettura con i suoi pieni e i suoi vuoti è osservata per il rapporto di mimesi con il naturale circostante, ordine intorno al caos, unicità estratta dal pensiero. Lorella Calzolari fotografa la luce e il mistero della sua emersione dalle trasparenze della materia. La sua ricerca è concettuale: la luce da un ordine, permette l’orientamento ma è anche estetica: lo stupore di questa presenza (della luce) produce un notevole senso di piacere. Il discorso concettuale, poi, prosegue con l’ironia di Marco Casolino. Nel suo lavoro il ritmo è senz’altro affidato alla ripetizione del soggetto. L’autoritratto diviene metafora geometrica dell’osservazione del mondo dal proprio costante e inevitabile punto di vista. La realtà osservata, così come la storia e i suoi miti, diviene un teatro di gesti ridotti ad una misura universale in cui l’ironia permette la sospensione del giudizio. La fotografia di Virginia Lopez conserva l’input e l’atmosfera del dagherrotipo e dai primi esperimenti sulle lastre di rame argentate, la sensazione della traccia luminosa, della cattura quasi magica dell’istante e del suo stupore nel passaggio alla stasi. Dal molteplice caotico e imprevedibile all’immagine unica e delineata da contorni. Le sfumature sono parte di quello stupore. Lavori fotografici nel senso letterale della manipolazione della luce, del suo uso per tracciare un disegno di istanti e suggestioni, memorie e indagini nel tempo.