EVENTI - PASSATO
OUVERTUNE N.1 allegroDECISO. artisti a casa nel Progetto Gavagai.
mostra finale dell’workshop sulla pratica installativa Site Specific
8 ottobre 2011
sede dell’associazione Progetto Gavagai
a cura di Silvia Petronici
con l’organizzazione e il sostegno di: Progetto Gavagai, associazione culturale Arte e Filosofia
in collaborazione con AMACI che ha inserito la mostra finale OUVERTURE N.1 allegroDECISO nel circuito della Settima Giornata del Contemporaneo
Gli artisti partecipanti di OUVERTURE N.1, workshop sulla pratica installativa site specific, Lisa Batacchi, Fiorella Bologna, Antonella Bozzini, Lorella Calzolari, Bruna Chersoni, Maurizio De Rosa, Angela Grazia Galletto, Vera Giagoni, Virginia Lopez, Enrica Ravizza, Sammanawa, Giuseppe Zanoni, realizzano interventi e progetti installativi nella casa-sede di Progetto Gavagai nella campagna parmigiana.
La mostra, allegro DECISO, è il risultato dell’attività svolta nell’ambito dell’workshop che come un movimento gioioso di apertura, dispone i visitatori all’ingresso nelle singole ricerche di questi giovani talenti. Il percorso seguito con la guida del curatore del progetto, Silvia Petronici, è stato quello di progressivo adattamento e integrazione dei progetti e delle singole ricerche artistiche agli ambienti, gli spazi e le circostanze materiali e simboliche dei luoghi messi a disposizione degli artisti nella casa-sede di Progetto Gavagai. Il tema degli interventi è una riflessione sui concetti DENTRO/FUORI, APERTO/CHIUSO.
Obiettivi di OUVERTURE N.1. Fare formazione attraverso il confronto e l’esperienza diretta. Avvalendosi di strumenti teorici e di un approccio aperto al dialogo e al confronto attivo, questo workshop si pone l’obiettivo di condurre gli artisti aderenti a sviluppare una maggiore consapevolezza e profondità di pensiero nell’uso della pratica installativa “site specific”, imparando ad affrontare tutte le questioni teoriche e pratiche che la riguardano in maniera precipua. Dall’essere in grado di adeguare la resa formale dell’opera alla sua parte concettuale, di concepire il progetto installativo in tutte le sue parti, cioè, al saperne dare conto scrivendo una breve sinossi; dal fare ricerca sui contenuti di un luogo all’adeguare questa ricerca alla proprio personale percorso di ricerca artistica. Per esempio. Il confronto con un curatore e con gli altri artisti, inoltre, è di vitale importanza per raggiungere questi obiettivi e impegna l’artista coinvolto in un percorso di conoscenza non solo della pratica artistica ma anche, e soprattutto, della sua concomitanza con le pratiche vitali, sociali, psicologiche e culturali, in senso ampio.
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PREMIO BASI per l’arte contemporanea 2011
Concorso Nazionale d’Arte Contemporanea
mostra dei finalisti | 7 luglio – 6 agosto 2011
opening | 7 luglio alla Cava di Roselle
ore 19.00 su invito, ore 21,30 apertura al pubblico djset Sool soundtracks of our lives
Cava di Roselle, Strada Vicinale casette di mota, 1 – Roselle (Gr)
artisti finalisti dell’edizione 2011 del PREMIO BASI per l’arte contemporanea:
BASI_SITE SPECIFIC_Alberto Timossi, Bruna Chersoni, Daniela Spagna Musso (VINCE PREMIO BASI 2011 per l’installazione), Federica Gonnelli,Fenna, Giuseppe Polverari, Lamberto Teotino, Lemeh42, Marco Milia,Vera Giagoni
BASI_UNITY 150 anni dopo (scultura)_Antonio Scarduzio, Bruna Chersoni, Danilo Seregni, Giuseppe Zanoni,Lapo Simeoni,Lorella Calzolari,Lorenzo Perrone (VINCE PREMIO BASI 2011 per la scultura),Matteo Maggio e Fabio Minelli, Sara Russo
BASI_UNITY 150 anni dopo (disegno)_Fran Bobadilla, Jacopo Trabona, Loredana Raciti,Luca Lanzi,Luigi Filograno (VINCE PREMIO BASI 2011 per il disegno),Marco Pace, Nunzio Paci
I presupposti di questa mostra, così come dell’intero progetto di PREMIO BASI, sono la centralità dell’attenzione riservata alla modalità di approccio site specific, l’interesse per la scultura per così dire pubblica o semplicemente pensata per spazi esterni e infine la volontà di circoscrivere uno spazio speciale di attenzione verso il disegno, considerando l’assoluta specificità di questo modus operandi e l’opportunità di una sua valutazione separata.
I lavori presentati ci hanno dato la misura dell’interesse sollevato dal Premio e dalle sue caratteristiche. I progetti site specific sono sorprendenti e interessanti. Gli artisti selezionati hanno mostrato di essere capaci di misurarsi con lo spazio messo a disposizione in maniera coerente e creativa e di fornire una risposta interessante alle suggestioni tematiche proposte. Dieci progetti installativi site specific, dieci sculture e sette disegni completano il quadro del panorama particolare e dinamico che con Premio Basi abbiamo voluto offrire agli osservatori dell’arte contemporanea e delle sue emergenze.
PREMIO BASI _CREDITS________________________
a cura di Silvia Petronici
organizzazione e direzione artistica di Barbara Madrigali
concept grafico e comunicazione on e off line Idem adv
con il supporto delle associazioni Moving Music e Progetto Gavagai
con il patrocinio di Provincia di Grosseto, Comune di Grosseto e Confindustria Toscana
in collaborazione con Passpartù srl e Cedav della Fondazione Grosseto Cultura
DATI SINTETICI _______________________________
2 sezioni del concorso SiteSpecific (per le installazioni); Unity_150 anni dopo (per la scultura e il disegno)
21 aree del Parco di Pietra della Cava di Roselle (Gr) riservate a progetti site specific
27 opere finaliste
3 vincitori: Daniela Spagna Musso (installazione); Lorenzo Perrone (scultura); Luigi Filograno (disegno)
membri della giuria: Gianni Caverni, critico d’arte, giornalista, collabora con L’Unità e Segno; Aurora Fonda,curatore indipendente e storica dell’arte, direttrice della galleria A+A di Venezia; Federica Franceschini, membro della direzione della Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia; Mauro Papa, responsabile di Cedav, Centro di Documentazione Arti Visive di Grosseto; Silvia Petronici, curatore indipendente e curatore del premio Basi; Patrizia Raimondi, direttrice della galleria d’arte contemporanea L’ariete di Bologna; Sergio Tossi, direttore del Centro per l’Arte Contemporanea EX3 di Firenze
opening e premiazione: 7 luglio 2011 ore 19.00 su invito, ore 21,30 apertura al pubblico djset Sool soundtracks of our lives - Cava di Roselle, Strada Vicinale casette di mota, 1 – Roselle (Gr)
mostra delle opere finaliste:
date: 7 luglio-6 agosto
giorni e orari di visita: www.cavadiroselle.it
Sito internet: www.premiobasi.it
Pagina Facebook: Premio Basi
Staff PremioBasi:
Curatore: Silvia Petronici, curatore@premiobasi.it
Organizzazione e Direzione artistica: Barbara Madrigali, segreteria@premiobasi.it
Grafica: Serena Fineschi per Idem Adv
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2011.
CAOS GEOMETRICO_mostra fotografica
lorella calzolari | marco casolino | gianna cheli | virginia lopez | daniela politelli | mario rossi
giugno/settembre 2011
Palazzo Levi
Firenze
quarta esposizione nell’ambito del progetto TIME IS ART
a cura di Silvia Petronici e Barbara Madrigali
con il sostegno di Progetto Gavagai e Moving Music
Lo sguardo coglie le geometrie, a volte come il risultato di una ricerca accurata, altre volte con stupore e ironia. La fotografia nasce per documentare e riprodurre il reale, per darne una testimonianza affidabile. Ciò che è stato da subito chiaro è, però, che la macchina fotografica non è attraversata solo dall’occhio del fotografo ma anche dal suo sguardo e questo, a sua volta, è il frutto di mille circostanze e dell’incrocio di mille parametri (personali e diffusamente culturali). Guardiamo la realtà e nel suo caos molteplice – blooming buzzing confusion – cerchiamo un ordine possibile, una frequenza costante, un ritmo nei fatti che li colga come ricorsivi e li renda perciò prevedibili. Facendo attenzione a questa tendenza all’orientamento razionale, in questa mostra se ne mettono in evidenza le conseguenze estetiche, il piacere visivo prodotto dalla ricerca e, forse meglio, dalla conquista delle costanti e del ritmo.
Questi i lavori presentati:
Lorella Calzolari:
Amami, stampa digitale su carta fotografica su supporto rigido, cm 100x70, 2011
Marco Casolino:
Tradimento, stampa fine art su carta Hahnemühle montata su alluminio dibond, cm 67x110, 2010 tiratura 3+1
Gianna Cheli:
La pedrera, stampa digitale su carta fotografica su supporto rigido, cm 100x70, 2009
Lucernario, stampa digitale su forex, cm 30x40, 2010
Uomo formica, rielaborazione fotografica su forex, cm 50x50, 2008
Uomo formica N, rielaborazione fotografica su forex, cm 50x50, 2008
Bundestag, fotografia in cibachrome, cm 100x70, 2008
Galleria, stampa digitale su forex, cm 100x70, 2010
Raggio, stampa digitale su forex, cm 45x60, 2010
Vero, stampa digitale su forex, cm 45x60, 2010
Virginia Lopez:
Iste ego sum. 1, fotografia stenopeica B/N, tarlatana e tela su carta cotone, cm 57x76, 2010
Iste ego sum. 2, fotografie su acetato, procedimento ai pigmenti, cera, ferro e pigmenti, cm 60x90, 2010
Riflessi/Lo specchio, procedimento ai pigmenti su carta cotone, cm 76x54, 2007/2008
Riflessi/Lo specchio, procedimento ai pigmenti su carta cotone, cm 76x54, 2007/2008
Daniela Politelli:
150 anni, stampa fotografica su carta su alluminio, cm 100x58, 2011
150 anni, stampa fotografica su carta su alluminio, cm 88x58, 2011
Mario Rossi:
Synchronicity 1, stampa digitale su carta fotografica montata su alluminio, cm 125x150, 2009
tiratura 7
A day at museum, stampa digitale su carta fotografica montata su alluminio e plexiglass, cm 90x100 2008
tiratura 7
Smoking area, stampa digitale su carta fotografica montata su alluminio e plexiglass, cm 70x90, 2011
tiratura 7
Swimming Pool, stampa digitale su carta fotografica montata su alluminio e plexiglass, cm 120x116, 2011
tiratura 7
Arles enigma, stampa digitale su carta fotografica montata su alluminio e plexiglass, cm 86x90, 2011
tiratura 7
Gli autori coinvolti, dai diversi punti di vista dei loro singoli sguardi, ci danno insieme un quadro delle possibili geometrie della realtà fisica in cui è inglobata la realtà umana. L’essere umano come elemento di questo caos naturale in cui si imbattono continuamente i nostri sensi, a sua volta, può essere oggetto di uno sguardo “geometrico” in cui contano i contorni della sua figura, i limiti esterni dell’azione, le sue minuscole tracce. Questo è quanto accade nel lavoro di Mario Rossi come di Daniela Politelli, dove la presenza umana diviene volume, ingombro e traccia poetica. Nel lavoro di Gianna Cheli prevale l’attenzione per il segno e per il rapporto con la forma; qui l’architettura con i suoi pieni e i suoi vuoti è osservata per il rapporto di mimesi con il naturale circostante, ordine intorno al caos, unicità estratta dal pensiero. Lorella Calzolari fotografa la luce e il mistero della sua emersione dalle trasparenze della materia. La sua ricerca è concettuale: la luce da un ordine, permette l’orientamento ma è anche estetica: lo stupore di questa presenza (della luce) produce un notevole senso di piacere. Il discorso concettuale, poi, prosegue con l’ironia di Marco Casolino. Nel suo lavoro il ritmo è senz’altro affidato alla ripetizione del soggetto. L’autoritratto diviene metafora geometrica dell’osservazione del mondo dal proprio costante e inevitabile punto di vista. La realtà osservata, così come la storia e i suoi miti, diviene un teatro di gesti ridotti ad una misura universale in cui l’ironia permette la sospensione del giudizio. La fotografia di Virginia Lopez conserva l’input e l’atmosfera del dagherrotipo e dai primi esperimenti sulle lastre di rame argentate, la sensazione della traccia luminosa, della cattura quasi magica dell’istante e del suo stupore nel passaggio alla stasi. Dal molteplice caotico e imprevedibile all’immagine unica e delineata da contorni. Le sfumature sono parte di quello stupore. Lavori fotografici nel senso letterale della manipolazione della luce, del suo uso per tracciare un disegno di istanti e suggestioni, memorie e indagini nel tempo.
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2011.
INTIMO INTERIORE_dialogo a tre voci
lorella calzolari | giovanni melegari | giuliano corsi megli
maggio 2011
Palazzo Levi
Firenze
terza esposizione nell’ambito del progetto TIME IS ART
a cura di Silvia Petronici gavagai e Barbara Madrigali
Questo progetto accosta tre linguaggi pittorici tra loro differenti inclusi però in un’atmosfera comune. In tutti gli artisti presentati la forma che si ripete è un’occasione per svelare un’intimità, la propria, il proprio segreto sguardo nel caso di Corsi, l’intimità degli amanti per Melegari e un codice elegante di segni per Calzolari. Astrazione e sostituzione, metafora e uso simbolico dei volumi lega le tre ricerche ad un tono comune, silente. Interiore.
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2011.
HUMAN TRACEs
max gasparini | fiorella bologna | giuseppe polverari | angela grazia galletto
10 marzo – 10 aprile 2011
(prorogata fino al 3 maggio 2011)
Palazzo Levi
Firenze
seconda esposizione nell’ambito del progetto TIME IS ART
a cura di Silvia Petronici gavagai e Barbara Madrigali
Con i mezzi dell’arte questi autori indagano l’umano, le sue proiezioni trascendenti come nei lavori di Max Gasparini. Autori tra loro diversi osservano da diverse prospettive le tracce lasciate in trasparenza dal passaggio dell’uomo in mezzo alle cose. Frammenti di un discorso amoroso, nel lavoro di Fiorella Bologna, oggetti ritratti per il loro valore affettivo come nei sogni colorati di Angela Grazia Galletto, dove le tracce umane sono quelle della memoria, delle atmosfere e dei suoni della vita. E di suoni sono fatti i lavori di Giuseppe Polverari che ripercorre con la pittura l’enfasi performativa che la musica contiene.
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2011.
WHAT’S THE MATTER _ l’istante e il peso della forma
lorella calzolari | gabriele armellini
14 dicembre 2010 – 28 gennaio 2011
(prorogata fino al 28 febbraio 2011)
Palazzo Levi
Firenze
prima esposizione nell’ambito del progetto TIME IS ART
a cura di Silvia Petronici gavagai e Barbara Madrigali
Il titolo della mostra esprime la volontà di mettere in evidenza nel lavoro di questi due artisti, una scultrice, Lorella Calzolari e un pittore, Gabriele Armellini, i due aspetti fondamentali della loro ricerca. L’attenzione per il singolo istante percettivo che Armellini traduce in un’indagine di elevata intenzionalità conoscitiva usando la pittura come un mezzo empirico e sperimentale. E l’interesse per la forma e la sua dimensione ponderale oltre la fisica dei materiali che Calzolari conduce in equilibrio tra studio della struttura e segno grafico.
È interessante anche il confronto tra la prevalenza del nero negli sfondi di Armellini e del bianco per Calzolari, del lavoro tutto interno e privato in un caso e dell’estensione spaziale nell’altro. Due diversi approcci di una comune intensità nella ricerca; dentro e fuori, così sopra come sotto (per citare il titolo di un’opera di Calzolari che a sua volta si riferisce all’aforisma alchemico di Ermete Trismegisto) sono le sponde di una dinamica sperimentale che non trascura lo spirito, la dimensione aerea dei rapporti tra le cose e la loro semantica.
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2010.
LONAWAI | IL SEME DELL’ACQUA
concerto pianoforte e voce
Lorella Calzolari e Sammanawa
progetto artistico
a cura di Silvia Petronici
con il sostegno delle associazioni WAI MANA e PROGETTO GAVAGAI
10 dicembre 2010 | AUDITORIUM TOSCANINI | PARMA
19 dicembre 2010 | PALAZZETTO DELLO SPORT | ROSA’ (VI)
LONAWAI è un gruppo musicale composto da due musiciste, Lorella Calzolari al piano e Sammanawa (Anna Maria Sartori) la voce. Il nome del duo, oltre all’anagramma dei due nomi di battesimo, contiene la parola Wai che in lingua maori significa Acqua. Infatti, sia con la tradizione del popolo maori che con l’acqua queste musiciste hanno molto a che fare.
Sammanawa, nata a Hamilton in Nuova Zelanda, è di origine maori e usa la lingua maori per i suoi componimenti; la ricerca sul tema dell’acqua è un punto centrale del lavoro di entrambe a partire da un percorso comune in ambito spirituale e artistico.
Lorella Calzolari è nata nella provincia di Parma ed è una scultrice. Il suo impegno artistico prosegue con la composizione dei brani musicali nel progetto Lonawai.
Ecologia e spiritualità si mescolano in questo progetto con arte e musica in un’atmosfera magica e suggestiva.
L’acqua, intesa come risorsa per la vita dell’uomo sulla terra e come elemento stesso della vita è al centro dell’attenzione compositiva e performativa di questo gruppo. L’esercizio creativo della musica è guidato dall’intento di stimolare una riflessione sul valore del rispetto per la nostra comune Madre Terra. Le composizioni di LONAWAI sono nel loro complesso una preghiera tenera e appassionata alla Madre Terra e un invito alla presa di responsabilità nei suoi confronti. Questo tempo difficile richiede una sveglia, occorre lottare con amore per la tutela dell’acqua senza più esitare. L’amore è la vera arma di questa protesta gentile e importantissima. I mezzi musicali, vocali e artistici sono messi a disposizione di questo proposito con un entusiasmo commovente. Il legame con la tradizione del popolo maori che Sammanawa porta in questo gruppo è mosso per parlare al cuore della gente e ricostruire i legami perduti con le nostre origini nella Terra. La sua voce intensa è uno strumento in questa direzione.
Sammanawa e Lorella Calzolari hanno fatto parte dell’ensemble internazionale SUONI CORRENTI insieme alla Principessa Erena Rangimarie Rere Omaki Ransfield Rhӧse, ispiratrice di questo progetto e delle sue finalità spirituali. Nel concerto intitolato IL SEME DELL’ACQUA le LONAWAI eseguono brani originali composti nel corso del 2010.
Questi concerti sono organizzati in solidarietà al progetto L’AUTO DI BABBO NATALE e alle associazioni Portos, Gruppo Medaglie d’Oro Bormioli Rocco, Croce Rossa Italiana, Assistenza Pubblica e a Centro Torri. L’AUTO DI BABBO NATALE ha il patrocinio del Comune di Parma e dei Quartieri Cortile San Martino e San Leonardo. E in solidarietà agli alluvionati della Provincia di Vicenza con il sostegno del BAR PONDEROSA e del CENTRO KIMANI.
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2010.
THE SLEEPING RUNNERS
THE BRICK LANE GALLERY
LONDON
THE BRICK LANE GALLERY
196 Brick Lane - London
E16SA – UK
24.11 - 6.12.2010
Lorella Calzolari e Gabriele Armellini partecipano alla collettiva THE SLEEPING RUNNERS presso la Brick Lane Gallery a Londra dal 24 novembre al 6 dicembre 2010 presentando i loro ultimi lavori. Si tratta di “Ossi di seppia”, la serie di tre elementi in vetroresina per Calzolari e della serie dei bianchi “Moving forward” e “The demiurge”, acrilico su tavola, per Armellini.
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2010.
PIETRA&CO.’10
A cura di Lillo Marciano
12 giugno-10 ottobre 2010
Sirmione (Bs)
INFO | Afra Canali - M_ 333 34713
Palace Art Hotel | Senza effetti speciali
con la direzione artistica di Afra Canali
inaugurazione 29 luglio ore 20,00
Palace Hotel***Desenzano
Viale Francesco Agello, 114/A 25010
Desenzano del Garda (Bs)
INFO | M_ 347 2315986
Lorella Calzolari espone le sue sculture a Sirmione nell’ambito della manifestazione Pietra&co.’10, un percorso di Public Art a cura di Lillo Marciano che coinvolge decine di artisti ormai da quattro anni con installazioni site specific e sculture nel suggestivo scenario di Sirmione.
Per PIETRA&CO.’10 Lorella Calzolari espone quattro sculture in vetroresina e metallo, Albero, nel giardino del porto Sirmione 2, Incipit, alla Spiaggia del Prete, Luce dentro e Così sopra come sotto al Palace Art Hotel di Desenzano e un gruppo di quattro sculture (lamiera di ferro saldata) dal titolo SOTTERRANEA_underearth, installate all’altezza della prima rotonda all’ingresso di Sirmione (in direzione del castello).
Nel contesto di Pietra&Co.’10 Lorella Calzolari partecipa alla collettiva Senza effetti speciali curata da afra Canali per il Palace Art Hotel di Desenzano sul Garda con due sculture realizzate in vetroresina e metallo, Luce dentro, cm 200x220x50, (collocata nel giardino all’ingresso, illuminata dall’interno) e Così sopra come sotto, cm 100x180x45, (nella zona della piscina).
Lorella Calzolari riflette sull’equilibrio e sul rapporto in esso tra il volume e la trasparenza, il pieno e il vuoto. Con le opere del ciclo Sotterranea_underearth la ricerca punta al tema della stabilità come effetto dell’equilibrio da cui la forma risulta e che a sua volta questa produce tutto intorno.
L’equilibrio su cui si sofferma l’attenzione di Calzolari, quindi, non è la dimensione funambolica del miracolo e dell’evento che è un punto nello spazio ma un centro di forze da cui origina un radicamento. La terra citata nel titolo è la materia originale, l’impasto tanto simbolico quanto organico di ciò che esiste. La stabilità cercata è, quindi, la qualità sottile di un bilanciamento tra le sostanze diverse dell’esistenza, fisiche e simboliche, significati, memorie, aspirazioni come carne e sangue, spazio e movimento. Queste assonanze alchemiche, data anche la citazione Così sopra come sotto, da Ermete Trismegisto, dell’opera presentata al Palace Hotel, sono parte della speculazione dell’artista che presentiamo, il cui approccio alla pratica scultorea è tanto conoscitivo quanto visionario, formalmente accurato nella sintesi delle linee come profondamente intenso sul piano semantico.
L’ultimo approdo alla vetroresina conduce la ricerca sull’equilibrio a considerare la consistenza materiale delle sue forme come un luogo misto in cui la luce riempie e attraversa. Questo attraversamento permette una riflessione sul limite, il limite della forma come contenitore semantico contenuto a sua volta nell’ampio flusso percettivo della realtà circostante.
Luce dentro, al Palace, è un lavoro sulla possibilità di contenere la luce. Luce intesa come l’elemento principale della possibilità creativa, lo spazio vuoto illuminato, consapevole, attivato dal disegno di una forma. Incipit, nella suggestiva collocazione della spiaggia del prete di Sirmione, è il lavoro che, in questo ciclo, esplicita maggiormente questo passaggio della forma come contenitore aperto al riverbero semantico dell’ambiente circostante.
Ancora una volta la forma, nel lavoro di Calzolari, è elemento di equilibrio, una mediazione sul confine tra il dentro e il fuori. Con Albero, la ricerca ritorna sulla soglia del confronto tra il ritmo frattale dell’accrescimento naturale e l’approccio costruttivo dell’uomo. La somiglianza della forma dell’albero con altre forme riconoscibili, come una mappa o una barca, apre un interessante riflessione sulla creazione di forme, riflessione cui questa manifestazione dà ampio spazio, impegnando gli artisti ad un eccellente confronto con l’ambiente naturale e urbano. Silvia Petronici gavagai
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2010.
PG4SUMMER
PROGETTO GAVAGAI propone un calendario di impegni per l’estate 2010 in collaborazione con l’associazione WAI MANA e con la SELVA IN FIORE, azienda agricola per la coltivazione biologica della lavanda nei pressi di Porretta Terme (Bo)
SENTIRE E COINVOLGERSI. Introduzione al senso vitale dell’arte
Workshop a cura di Silvia Petronici
Questo workshop si propone di fornire strumenti per la fruizione dell’arte contemporanea, di riattivare una capacità attiva di coinvolgimento in ciò che prima di tutto è un’esperienza. L’arte sarà introdotta come un farmaco e un mezzo di profonda conoscenza di sé e della realtà che ci attraversa e che attraversiamo vivendo. Tutto questo nel contesto di una natura meravigliosa e profumata di lavanda.
Nello spazio che La Selva in Fiore ci mette a disposizione svolgeremo nel corso del fine settimana una parte teorica e una più direttamente esperienziale. I presenti avranno, infatti, la possibilità di fare esercizi di visione e acquisizione delle forme nella natura e di sperimentare un approccio artistico in prima persona sulla base di quanto acquisito durante la prima parte dell’incontro.
L’workshop è aperto ad artisti e a tutti coloro che intendono approfondire il loro rapporto con l’arte.
9-10-11 luglio 2010
Selva in Fiore
LA MUSICA DEL CUORE. Pianoforte e voce, una canzone per la Madre Terra
Musica al tramonto a cura di LONAWAI (Lorella Calzolari e Sammanawa)
LONAWAI è un gruppo musicale composto da due musiciste, Lorella Calzolari al piano e Sammanawa (Anna Maria Sartori) la voce. Il nome del duo oltre all’anagramma dei due nomi di battesimo contiene la parola Wai che in lingua maori significa Acqua. Infatti, sia con la tradizione del popolo maori che con l’acqua queste musiciste hanno molto a che fare.
Sammanawa, nata a Hamilton in Nuova Zelanda, è di origine maori e usa la lingua maori per i suoi componimenti; la ricerca sul tema dell’acqua è un punto centrale del lavoro di entrambe.
Lorella Calzolari nella vita è un’artista e si occupa prevalentemente di scultura. La sua ricerca prosegue con la composizione dei brani musicali nel progetto Lonawai.
Ecologia e spiritualità si mescolano in questo progetto con arte e musica in un’atmosfera magica e suggestiva.
L’acqua, intesa come risorsa per la vita dell’uomo sulla terra e come elemento stesso della vita è al centro dell’attenzione compositiva e performativa di questo gruppo. L’esercizio creativo della musica è guidato dall’intento di stimolare una riflessione sul valore del rispetto per la nostra comune Madre Terra. Le composizioni di LONAWAI sono nel loro complesso una preghiera tenera e appassionata alla Madre Terra e un invito alla presa di responsabilità nei suoi confronti. Questo tempo difficile richiede una sveglia, occorre lottare con amore per la tutela dell’acqua senza più esitare. La sua bellezza e la nostra sopravvivenza su di lei sono messe in pericolo da una scellerata gestione delle sue risorse. L’amore è la vera arma di questa protesta gentile e importantissima. I mezzi musicali, vocali e artistici sono messi a disposizione di questo proposito con un entusiasmo commovente. Il legame con la tradizione del popolo maori che Sammanawa porta in questo gruppo è mosso per parlare al cuore della gente e ricostruire i legami perduti con le nostre origini nella Terra.
La sua voce intensa è uno strumento in questa direzione. In apertura della performance musicale di LONAWAI, come è d’uso nel cerimoniale maori, sarà effettuata la Karanga, un canto tradizionale di benvenuto. KARANGA letteralmente traduce “chiamata”, è, infatti, un momento di grande coinvolgimento in cui lo spirito dei presenti, del luogo e di tutto ciò che esiste in quel momento viene chiamato alla speciale presenza che introduce a tutto il successivo lavoro.
24-25 luglio 2010
Selva in Fiore
PROVE APERTE | LONAWAI . LA MUSICA DEL CUORE
5, 6, 19, 20 giugno 2010
Progetto Gavagai
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2010.
PROGETTO GAVAGAI con ARTE ACCESSIBILE per MANGIA LE PRUGNE | VILLA ERBA | CERNOBBIO (como)
PROGETTO GAVAGAI presenta
Gabriele Armellini . Lorella Calzoalri . Max Gasparini . Longsheng Ma
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2010.
SUONI CORRENTI | progetto musicale, artistico ed ecologico
a cura di Silvia Petronici da un’idea di Erena Ransfield Rhӧse
con la direzione musicale di Raimondo Lenoci
Il progetto SUONI CORRENTI riguarda le attività di un gruppo di musica sperimentale accompagnate da un lavoro di ricerca nell’ambito dell’arte visiva.
MUSICISTI_lorella calzolari, voce e pianoforte digitale_eva malmros, voce_bernt malmros, tastiere, violino_silvia falavigna, violino_magnus malmros, violoncello, chitarra elettrica e chitarra acustica_nanna malmros, violino_erena ransfield rhose, voce e ispiratrice del progetto_anna maria sartori, voce
ARTISTI_gabriele armellini _ lorella calzoalri _ francesca petronici_ giuseppe polverari _ natalie rossi
I componenti dell’ensamble SUONI CORRENTI provengono da tradizioni e luoghi diversi, a partire dalla cultura maori della Nuova Zelanda (tra i musicisti è presente come ideatrice del progetto e voce la Principessa Erena Rangimarie Rere Omaki Rhӧse e Anna Maria Sartori appartenenti alla famiglia reale di Turangawaewae) fino alla Svezia e infine l’Italia dove si sono riuniti per la prima volta nel settembre del 2009 a Mezzani, un piccolo paese della provincia di Parma non distante da Colorno. Il gruppo musicale si vale della collaborazione di Raimondo Lenoci in qualità di Direttore Artistico per la parte musicale e di Silvia Petronici come curatore dell’intero progetto artistico.
Il comune intento di questa riunione di talenti è quello di condurre attraverso l’esercizio creativo della musica una campagna di sensibilizzazione intorno al tema dell’acqua e all’importanza del rispetto e dell’amore per la nostra comune Madre Terra. L’acqua, intesa come risorsa per la vita dell’uomo sulla terra e come elemento stesso della vita, così come la preghiera per la Madre Terra sono al centro dell’attenzione compositiva e performativa di questo gruppo.
Le composizioni di SUONI CORRENTI sono nel loro complesso appunto una preghiera tenera e appassionata alla Madre Terra e un invito rivolto a tutti noi alla presa di responsabilità nei suoi confronti. Questo tempo difficile richiede una sveglia, occorre lottare con amore per la tutela della sua acqua senza più esitare. La sua bellezza e la nostra sopravvivenza su di lei sono messe in pericolo da una scellerata gestione delle sue risorse. L’amore è la vera arma di questa protesta gentile e importantissima. I mezzi musicali, vocali e artistici sono messi a disposizione di questo proposito con un entusiasmo commovente. Erena ha dedicato tutta la sua vita alla Madre Terra, coinvolgendo nella sua attività spirituale l’antica tradizione del suo popolo per parlare al cuore della gente e ricostruire i legami perduti con le nostre origini nella Terra.
La sua voce è uno strumento in questa direzione, è una voce per la Madre Terra. Sono presenti, tra i brani originali proposti in questa occasione, alcuni brani musicali in lingua maori in cui si parla d’amore e del legame tra l’uomo, la Madre Terra e Dio. In apertura della performance musicale di SUONI CORRENTI, come è d’uso nel cerimoniale di inizio della tradizione maori, sarà effettuata la Karanga, un canto tradizionale di benvenuto.
Questo progetto è artistico in senso lato, i mezzi messi in campo sono, oltre che strettamente musicali o sonori, performativi e visivi in un senso molto ampio.
L’esecuzione dei brani composti è accompagnata, o meglio, inclusa in un’esposizione che coinvolge artisti appartenenti al Progetto Gavagai (Gabriele Armellini con quattro acrilici su tavola, Lorella Calzolari già componente del gruppo musicale con una scultura in vetroresina, Francesca Petronici con un lavoro installativo composto da elementi ceramici, Giuseppe Polverari con delle tecniche miste su carta e Natalie Rossi con un’installazione site specific contenente acqua). Il lavoro artistico comprende la possibilità di studiare un’installazione site specific nei diversi spazi che ospiteranno l’esecuzione dei brani musicali. Si tratterà in ogni caso di un lavoro condotto a partire dall’elaborazione del rapporto tra forma e suono, volume e silenzio in costante confronto con il tema dell’acqua – centrale nella ricerca musicale di SUONI CORRENTI – e tutto questo in un movimento di tensione spirituale verso la Madre Terra. Saranno di volta in volta presentate sculture di grandi dimensioni, pitture e installazioni multimediali. Nel progetto SUONI CORRENTI sono coinvolte due associazioni della provincia di Parma fondate, l’una, Progetto Gavagai, a Mezzani nel 2009 e l’altra, Wai Mana, a Colorno nel 2006. Wai Mana che in lingua maori significa Potere dell’acqua (da Wai acqua e Mana potere, forza vitale) sostiene il lavoro di questo progetto e i suoi intenti spirituali, culturali ed ecologici. Progetto Gavagai cura la parte progettuale più specificamente artistica.
11 aprile 2010 | CHIESA DI S. STEFANO | COLORNO (parma)
apertura mostra ed esibizione musicale ore 18,00
segue aperitivo_ingresso libero
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2010.
KUNSTART 10 | 7° INTERNATIONAL ART FAIR | BOLZANO
PROGETTO GAVAGAI presenta
Gabriele Armellini . Marta Bettega . Lorella Calzoalri . Salvatore Daddi . Gilberto De Berardis . Angela Grazia Galletto . Antonella Lombardi . Cristiano Piccinelli . Giuseppe Polverari . Natalie Rossi . Lorenzo Vadi . Gianna Zanafredi
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2010.
ARTOUR-O | IL MUST _ MUSEO TEMPORANEO | FIRENZE
PROGETTO GAVAGAI presenta
Gabriele Armellini . Lorella Calzolari . Salvatore Daddi . Giuseppe Polverari
STANZA 121, GRAND HOTEL MINERVA
a cura di Silvia Petronici
FIRENZE
Grand Hotel Minerva, stanza 122 e Hall del Primo Piano, Piazza Santa Maria Novella, 16
Logge di Palazzo Antinori, Piazza Antinori, 3
PROGETTO GAVAGAI è presente alla manifestazione ArTour-O sia nella sua sede principale al Grand Hotel Minerva con un’installazione site specific nella stanza n.121 e nella hall del primo piano, sia nel percorso cittadino con la scultura Così sopra come sotto di Lorella Calzolari e un’istallazione delle carte di Giuseppe Polverari nelle Logge del Palazzo Antinori.
(stanza 121 GH Minerva)
Gli artisti: GABRIELE ARMELLINI . LORELLA CALZOLARI . SALVATORE DADDI . GIUSEPPE POLVERARI espongono nel contesto della stanza 121 i loro lavori, i quadri acrilico su tavola di Armellini, le carte di Polverari, il nero combusto, le vetroresine e le fotografie di Calzolari e infine l’olio su carta di Daddi. Il criterio è quello di utilizzare gli spazi della stanza come spazi simbolici, il letto, le pareti, la fascia degli stucchi in alto, lo specchio del bagno, l’armadio, tutti implicati in una dinamica di rimandi narrativi da ciò che sono e dove si trovano al senso espresso dalla ricerca dell’artista che vi si colloca. L’effetto d’insieme è quello di uno spazio contaminato dal sistema di trasformazione simbolica dell’arte che sospende l’uso comune degli spazi e delle cose svelandone la convenzionalità e la leggerezza.
STANZA 121, GRAND HOTEL MINERVA riflette sul valore degli spazi di transito, sul peso degli oggetti che in essi sono d’uso comune. L’occupazione, o meglio, la sovrapposizione dell’arte ad essi risveglia la nostra attenzione e riattiva la capacità di immaginare e produrre mondi alternativi.
(hall del primo piano GH Minerva)
GIUSEPPE POLVERARI espone un’installazione ambientale dal titolo Madrigali (in memoria di Ottaviano Rinuccini). Opera polifonica da camera. Una serie di carte (tecnica mista, dimensioni varie, bianco e nero) si sovrappongono agli arredi e riproducono in maniera visiva, attraverso la moltiplicazione del segno grafico, l’effetto polifonico del madrigale. Il percorso di questa installazione termina nella stanza 122 e precisamente sul letto al centro di essa.
(Palazzo Antinori)
LORELLA CALZOLARI espone la scultura in vetroresina Così sopra come sotto nelle Logge del palazzo, dove sarà presente contemporaneamente un’installazione di carte di grandi dimensioni di GIUSEPPE POLVERARI.
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2009.
IMMAGINA | ARTE IN FIERA | REGGIO EMILIA
PROGETTO GAVAGAI presenta
Gabriele Armellini . Lorella Calzolari . Carmen Coruzzi . Greta Penacca . Gianna Zanafredi
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2009.
TRIDIMENSIONALITA’ NON FUNZIONALI
a cura di Silvia petronici gavagai
Artisti presenti: Gabriele Armellini . Gianni Alfonso Bailo . Michela Cittadino e Lavinia Vicenzi . Cinzia Mauri e Marco Riva . Greta Penacca . Francesca Petronici . Lorella Pozzi . Claudio Ramaioli . Roberta Rocca . Maria Scarognina
Con questo titolo è stato proposto agli artisti di lavorare sulle forme della loro ricerca, sul rapporto che queste istaurano con i volumi e i materiali in quella dimensione che si colloca, però, un attimo prima della resa funzionale. Insomma l’elaborazione di forma e contenuto, di materiali e oggetti d’uso che ognuno dei presenti compie nell’ambito della propria sperimentazione come artigiano ricercatore o designer, ha un punto d’arrivo, e forse anche di partenza, nella ricerca sulla sua applicazione funzionale.
In questo progetto si è chiesto di escludere dall’operazione creativa quest’ultimo passaggio per riservare tutta l’attenzione alla parte del tutto immaginativa, sperimentale e forse maggiormente ludica ed estetica del lavoro. Ciò che ne risulta è, con buona evidenza, una scultura o un’opera comunque afferente alla definizione artistica; scultura che in quanto tale, prima di ogni altra cosa, con una prima approssimazione, è appunto un oggetto tridimensionale non funzionale.
Ad ognuno è stato chiesto di pescare nelle proprie risorse, quelle specifiche approntate quotidianamente nello svolgimento della propria attività e questo con la convinzione che tale attività contenga un approccio più artistico e una rielaborazione del reale più libera e originale di quanto diffusamente si pensa sia dell’artigianato tradizionale, da una parte, sia dell’industrial design, dall’altra. L’artigianato di ricerca (ben definito altrove come arte applicata), collocandosi in un territorio di confine tra le due alternative, rappresenta una preziosa occasione per indagare il meccanismo ideativo e riarticolativo che sottende la creazione di oggetti d’uso come un meccanismo eminentemente estetico-formale.
Un’ulteriore nota va riservata a chi, in questa collettiva, conduce una ricerca artistica più specifica nell’ambito della pittura e della scultura che, in questa fattispecie, interpretando le urgenze del tema, ha lavorato sul concetto di non finito fermando il tempo della realizzazione artistica un’attimo prima della sua conclusione e così mettendo in evidenza le sue potenzialità espressive prima e al di là della conclusione formale.
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2009.
STABILE | personale di Lorella Calzolari
a cura di Silvia petronici gavagai
STABILE è la mostra in cui
Lorella Calzolari presenta l’ultimo ciclo di quadri, i suoi acquerelli su cemento, e di sculture, sviluppando con entrambe le formule il tema introdotto dal titolo. (
foto opening)
STABILE, infatti, è una ricerca sull’equilibrio. Con questa personale allo Studio Kan di Parma Calzolari esprime il suo rapporto con la forma; la forma occupa uno spazio, vi permane in equilibrio e contemporaneamente produce equilibrio. Il peso virtuale della forma è tutto nella sua consistenza, nella sua capacità di permanere, di esserci, di stabilire una relazione significativa con lo spazio circostante. Questa riflessione nasce dal suo intenso esercizio della scultura come mezzo di creazione e liberazione delle forme di cui la pittura è come un’eco narrativa. I quadri, infatti, rappresentano le forme, ne fanno emergere la natura di segno. Nella scultura il segno esce per così dire dalla dimensione testuale e si anima, prende vita e, entrando in relazione con lo spazio reale, perde gran parte della mediazione concettuale tipica della bidimensionalità e semplicemente STA. PERMANE. Pone l’equilibrio delle sue forze interne a confronto con una stabilità più ampia, quella del mondo tutto intorno, mondo naturale e umano.
Perciò la scultura come la pitturadi Calzolari sono una riflessione sulla forma. E la forma è la struttura. Pertanto l’equilibrio cercato è un equilibrio nella dimensione strutturale considerata a sua volta il risultato di una tensione risolta nell’indistinzione di forma e contenuto, materia e segno.
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2008.
IL FANGO E LA LUCE | una ricerca sul tema mente-corpo
a cura di Silvia petronici gavagai
Artisti presenti: Giorgio Azzaretti . Matteo Bonafede . Lorella Calzolari . Carlo Gioia . Longsheng Ma . Santina Marconi . Greta Penacca . Francesca Petronici
“Il fango e la luce” è una mostra collettiva che ripropone con il linguaggio dell’arte l’indagine sul tema mente-corpo.
Le opposizioni e i dualismi si portano dietro un’aria mitica a cui non si resiste, il mistero della fusione di elementi diversi ci affascina e insieme ci turba. L’alchimia come la generazione della vita, la nascita delle stelle come i miti della trasformazione.
La razionalità rasserena con lo strumento della separazione, la concettualizzazione avanza in un territorio oscuro, estrae dal fango porzioni di materia e le porta ad asciugare al sole così che ormai morte e vuote possano essere usate, divenire strumenti inerti nel meccanismo analitico degli schemi concettuali.
Ma la vita resta fuori dall’astrazione scientista. La vita è umida, compromessa e confusa. L’organico è misto.
Cartesio, con la falce di Occam, separa la mente dal corpo e lo fa con ardore allo scopo di fornire una spiegazione convincente di un fenomeno, quello della loro reciproca implicazione, fino ad allora rimasto oscuro; spiriti divini si incaricavano di vivificare la materia inerte, principi immortali intrappolati nel corpo ne garantivano movimento e intenzione. Il corpo e la mente come lo spirito e la materia, il contenuto e la forma, sono considerati da quel momento e per lunga parte della storia della cultura occidentale due sostanze ontologicamente diverse, due “cose” di diversa natura: una estesa, materiale, pesante, l’altra volatile, leggera, più vicina a Dio.
Ora, gli scultori e i pittori e tutti gli artisti sanno quanto sia impossibile separare la forma dal suo contenuto, quanto l’equilibrio di forze che si incontrano nell’opera d’arte sia frutto di compromissione e sporcatura. La luce è già nel fango, non vi giunge misteriosamente dall’esterno e il fango non è il mucchio di argilla a partire dal quale lo scultore ha realizzato la sua statua ma è lo scultore stesso e la sua percezione complessa e mutevole della realtà che lo circonda. La percezione è complessa perché emerge da percorsi che sono contemporaneamente intellettuali, cognitivi e sensoriali; sono strade di fango e di luce, amore e analisi quelle che l’uomo percorre conoscendo la realtà.
La separazione cartesiana è, quindi, superata dalla contemporanea lettura olistica dei fenomeni; il fango e la luce, perciò, sono i due termini di un’unica realtà globale, una realtà complessa e plurale, mai uguale a se stessa, il cui inestricabile impasto definisce non solo l’umano e la sua dimensione mista di pratica e teoresi ma l’intero vivente.
All’arte, alla sua intensa capacità di penetrazione conoscitiva del reale e alle sue spesso commoventi soluzioni espressive è, quindi, lasciato il compito di risolvere il nodo che presiede all’equilibrio tra struttura e materia, luce e ombra, pieno e vuoto, peso e leggerezza. Le radici della ricerca artistica affondano nel fango della materia, nella dimensione percettiva. In essa la visione creativa trova un ordine sempre diverso, un ordine sottile che diviene la sostanza della sua struttura - almeno nella misura in cui ogni opera si trova occasionalmente e di volta in volta ad avere una forma.
Quindi l’opera d’arte come, a sua volta, realtà globale, sintesi ed impasto di struttura e caos, diviene intensa metafora dell’uomo, opera a sua volta, lenta e inesorabile costruzione della vita che lo attraversa. L’artista è costruttivo anche quando rappresenta il più oscuro caos. La rappresentazione stessa, nella dimensione creativa in cui si svolge (e in cui diviene opera d’arte) è un mondo nuovo: una nuova misura e una nuova forma dell’unione di acqua e fuoco, fango e luce, mente e corpo.
Gli artisti qui presenti con i loro specifici linguaggi hanno dato vita ad una lettura articolata e trasversale della questione posta alla loro riflessione. Sono presentate opere realizzate appositamente per questa esposizione e opere scelte insieme per la particolare consonanza con lo svolgimento di questo tema.
Greta Penacca lavorando sul tema dell’io corporeo e della psoriasi coglie del rapporto mente-corpo l’aspetto dell’impasto psicosomatico di cui si compone la condizione umana; la pelle che questa autrice osserva così da vicino si configura in questa ricerca come un dispositivo tanto corporeo quanto simbolico.
Santina Marconi con la performance presentata nel suo video punta l’attenzione sulla materia, quindi sul fango. Siamo fatti di fango e con il fango sulle nostre mani facciamo il mondo. Materia simbolica per la creazione della realtà e semplice terra, materiale della realtà. Qui la riflessione innescata dalla ricerca sul tema mente-corpo è propriamente quella sulla materialità e contemporaneamente sulla portata simbolica della materia.
Lorella Calzolari, poi, lavora sulla dimensione sottile della materia, sulla sua trasparenza e sull’emersione della forma dalla caos percettivo.
L’anello di Matteo Bonafede è, poi, una declinazione quasi letterale del suggerimento poetico dato dal titolo della mostra, l’oro nero come il fango e la black star come la luce.
Longsheng Ma indaga il corpo, la sua complessità espressiva e nel suo lavoro il ruolo della luce è quello proprio della comunicazione.
Il disegno di Carlo Gioia nelle carte qui raccolte è minuto e analitico, l’analiticità grafica è tutta concentrata sulla dimensione simbolico-spirituale della figura umana. I corpi sono attraversati dai percorsi dello spirito, dalla semantica ineludibile della spiritualità.
Francesca Petronici partendo dal rapporto mente-corpo giunge alla riflessione sulla dinamica pieno-vuoto, in cui il pieno -corpo o materia - contiene il vuoto come sua origine e sostanza.
Infine Giorgio Azzaretti con i suoi yo-yo porta l’attenzione sull’oscillazione e sull’ambivalenza.
Con questa collettiva presso lo Spazio Artsenal63 di Firenze si inaugura il PROGETTO GAVAGAI come progetto di ricerca artistica ambientato in un territorio di confine tra arte e filosofia.
L’idea è quella di articolare le suggestioni filosofiche ed estetiche contenute nel tema del dualismo mente-corpo con un percorso espositivo e di ricerca in sedi e città differenti.
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