EVENTI - PASSATO
2008.
IL FANGO E LA LUCE | una ricerca sul tema mente-corpo
a cura di Silvia petronici gavagai
Artisti presenti: Giorgio Azzaretti . Matteo Bonafede . Lorella Calzolari . Carlo Gioia . Longsheng Ma . Santina Marconi . Greta Penacca . Francesca Petronici
“Il fango e la luce” è una mostra collettiva che ripropone con il linguaggio dell’arte l’indagine sul tema mente-corpo.
Le opposizioni e i dualismi si portano dietro un’aria mitica a cui non si resiste, il mistero della fusione di elementi diversi ci affascina e insieme ci turba. L’alchimia come la generazione della vita, la nascita delle stelle come i miti della trasformazione.
La razionalità rasserena con lo strumento della separazione, la concettualizzazione avanza in un territorio oscuro, estrae dal fango porzioni di materia e le porta ad asciugare al sole così che ormai morte e vuote possano essere usate, divenire strumenti inerti nel meccanismo analitico degli schemi concettuali.
Ma la vita resta fuori dall’astrazione scientista. La vita è umida, compromessa e confusa. L’organico è misto.
Cartesio, con la falce di Occam, separa la mente dal corpo e lo fa con ardore allo scopo di fornire una spiegazione convincente di un fenomeno, quello della loro reciproca implicazione, fino ad allora rimasto oscuro; spiriti divini si incaricavano di vivificare la materia inerte, principi immortali intrappolati nel corpo ne garantivano movimento e intenzione. Il corpo e la mente come lo spirito e la materia, il contenuto e la forma, sono considerati da quel momento e per lunga parte della storia della cultura occidentale due sostanze ontologicamente diverse, due “cose” di diversa natura: una estesa, materiale, pesante, l’altra volatile, leggera, più vicina a Dio.
Ora, gli scultori e i pittori e tutti gli artisti sanno quanto sia impossibile separare la forma dal suo contenuto, quanto l’equilibrio di forze che si incontrano nell’opera d’arte sia frutto di compromissione e sporcatura. La luce è già nel fango, non vi giunge misteriosamente dall’esterno e il fango non è il mucchio di argilla a partire dal quale lo scultore ha realizzato la sua statua ma è lo scultore stesso e la sua percezione complessa e mutevole della realtà che lo circonda. La percezione è complessa perché emerge da percorsi che sono contemporaneamente intellettuali, cognitivi e sensoriali; sono strade di fango e di luce, amore e analisi quelle che l’uomo percorre conoscendo la realtà.
La separazione cartesiana è, quindi, superata dalla contemporanea lettura olistica dei fenomeni; il fango e la luce, perciò, sono i due termini di un’unica realtà globale, una realtà complessa e plurale, mai uguale a se stessa, il cui inestricabile impasto definisce non solo l’umano e la sua dimensione mista di pratica e teoresi ma l’intero vivente.
All’arte, alla sua intensa capacità di penetrazione conoscitiva del reale e alle sue spesso commoventi soluzioni espressive è, quindi, lasciato il compito di risolvere il nodo che presiede all’equilibrio tra struttura e materia, luce e ombra, pieno e vuoto, peso e leggerezza. Le radici della ricerca artistica affondano nel fango della materia, nella dimensione percettiva. In essa la visione creativa trova un ordine sempre diverso, un ordine sottile che diviene la sostanza della sua struttura - almeno nella misura in cui ogni opera si trova occasionalmente e di volta in volta ad avere una forma.
Quindi l’opera d’arte come, a sua volta, realtà globale, sintesi ed impasto di struttura e caos, diviene intensa metafora dell’uomo, opera a sua volta, lenta e inesorabile costruzione della vita che lo attraversa. L’artista è costruttivo anche quando rappresenta il più oscuro caos. La rappresentazione stessa, nella dimensione creativa in cui si svolge (e in cui diviene opera d’arte) è un mondo nuovo: una nuova misura e una nuova forma dell’unione di acqua e fuoco, fango e luce, mente e corpo.
Gli artisti qui presenti con i loro specifici linguaggi hanno dato vita ad una lettura articolata e trasversale della questione posta alla loro riflessione. Sono presentate opere realizzate appositamente per questa esposizione e opere scelte insieme per la particolare consonanza con lo svolgimento di questo tema.
Greta Penacca lavorando sul tema dell’io corporeo e della psoriasi coglie del rapporto mente-corpo l’aspetto dell’impasto psicosomatico di cui si compone la condizione umana; la pelle che questa autrice osserva così da vicino si configura in questa ricerca come un dispositivo tanto corporeo quanto simbolico.
Santina Marconi con la performance presentata nel suo video punta l’attenzione sulla materia, quindi sul fango. Siamo fatti di fango e con il fango sulle nostre mani facciamo il mondo. Materia simbolica per la creazione della realtà e semplice terra, materiale della realtà. Qui la riflessione innescata dalla ricerca sul tema mente-corpo è propriamente quella sulla materialità e contemporaneamente sulla portata simbolica della materia.
Lorella Calzolari, poi, lavora sulla dimensione sottile della materia, sulla sua trasparenza e sull’emersione della forma dalla caos percettivo.
L’anello di Matteo Bonafede è, poi, una declinazione quasi letterale del suggerimento poetico dato dal titolo della mostra, l’oro nero come il fango e la black star come la luce.
Longsheng Ma indaga il corpo, la sua complessità espressiva e nel suo lavoro il ruolo della luce è quello proprio della comunicazione.
Il disegno di Carlo Gioia nelle carte qui raccolte è minuto e analitico, l’analiticità grafica è tutta concentrata sulla dimensione simbolico-spirituale della figura umana. I corpi sono attraversati dai percorsi dello spirito, dalla semantica ineludibile della spiritualità.
Francesca Petronici partendo dal rapporto mente-corpo giunge alla riflessione sulla dinamica pieno-vuoto, in cui il pieno -corpo o materia - contiene il vuoto come sua origine e sostanza.
Infine Giorgio Azzaretti con i suoi yo-yo porta l’attenzione sull’oscillazione e sull’ambivalenza.
Con questa collettiva presso lo Spazio Artsenal63 di Firenze si inaugura il PROGETTO GAVAGAI come progetto di ricerca artistica ambientato in un territorio di confine tra arte e filosofia.
L’idea è quella di articolare le suggestioni filosofiche ed estetiche contenute nel tema del dualismo mente-corpo con un percorso espositivo e di ricerca in sedi e città differenti.
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2009.
STABILE | personale di Lorella Calzolari
a cura di Silvia petronici gavagai
STABILE è la mostra in cui
Lorella Calzolari presenta l’ultimo ciclo di quadri, i suoi acquerelli su cemento, e di sculture, sviluppando con entrambe le formule il tema introdotto dal titolo. (
foto opening)
STABILE, infatti, è una ricerca sull’equilibrio. Con questa personale allo Studio Kan di Parma Calzolari esprime il suo rapporto con la forma; la forma occupa uno spazio, vi permane in equilibrio e contemporaneamente produce equilibrio. Il peso virtuale della forma è tutto nella sua consistenza, nella sua capacità di permanere, di esserci, di stabilire una relazione significativa con lo spazio circostante. Questa riflessione nasce dal suo intenso esercizio della scultura come mezzo di creazione e liberazione delle forme di cui la pittura è come un’eco narrativa. I quadri, infatti, rappresentano le forme, ne fanno emergere la natura di segno. Nella scultura il segno esce per così dire dalla dimensione testuale e si anima, prende vita e, entrando in relazione con lo spazio reale, perde gran parte della mediazione concettuale tipica della bidimensionalità e semplicemente STA. PERMANE. Pone l’equilibrio delle sue forze interne a confronto con una stabilità più ampia, quella del mondo tutto intorno, mondo naturale e umano.
Perciò la scultura come la pitturadi Calzolari sono una riflessione sulla forma. E la forma è la struttura. Pertanto l’equilibrio cercato è un equilibrio nella dimensione strutturale considerata a sua volta il risultato di una tensione risolta nell’indistinzione di forma e contenuto, materia e segno.
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2009.
TRIDIMENSIONALITA’ NON FUNZIONALI
a cura di Silvia petronici gavagai
Artisti presenti: Gabriele Armellini . Gianni Alfonso Bailo . Michela Cittadino e Lavinia Vicenzi . Cinzia Mauri e Marco Riva . Greta Penacca . Francesca Petronici . Lorella Pozzi . Claudio Ramaioli . Roberta Rocca . Maria Scarognina
Con questo titolo è stato proposto agli artisti di lavorare sulle forme della loro ricerca, sul rapporto che queste istaurano con i volumi e i materiali in quella dimensione che si colloca, però, un attimo prima della resa funzionale. Insomma l’elaborazione di forma e contenuto, di materiali e oggetti d’uso che ognuno dei presenti compie nell’ambito della propria sperimentazione come artigiano ricercatore o designer, ha un punto d’arrivo, e forse anche di partenza, nella ricerca sulla sua applicazione funzionale.
In questo progetto si è chiesto di escludere dall’operazione creativa quest’ultimo passaggio per riservare tutta l’attenzione alla parte del tutto immaginativa, sperimentale e forse maggiormente ludica ed estetica del lavoro. Ciò che ne risulta è, con buona evidenza, una scultura o un’opera comunque afferente alla definizione artistica; scultura che in quanto tale, prima di ogni altra cosa, con una prima approssimazione, è appunto un oggetto tridimensionale non funzionale.
Ad ognuno è stato chiesto di pescare nelle proprie risorse, quelle specifiche approntate quotidianamente nello svolgimento della propria attività e questo con la convinzione che tale attività contenga un approccio più artistico e una rielaborazione del reale più libera e originale di quanto diffusamente si pensa sia dell’artigianato tradizionale, da una parte, sia dell’industrial design, dall’altra. L’artigianato di ricerca (ben definito altrove come arte applicata), collocandosi in un territorio di confine tra le due alternative, rappresenta una preziosa occasione per indagare il meccanismo ideativo e riarticolativo che sottende la creazione di oggetti d’uso come un meccanismo eminentemente estetico-formale.
Un’ulteriore nota va riservata a chi, in questa collettiva, conduce una ricerca artistica più specifica nell’ambito della pittura e della scultura che, in questa fattispecie, interpretando le urgenze del tema, ha lavorato sul concetto di non finito fermando il tempo della realizzazione artistica un’attimo prima della sua conclusione e così mettendo in evidenza le sue potenzialità espressive prima e al di là della conclusione formale.
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2009.
IMMAGINA | ARTE IN FIERA | REGGIO EMILIA
PROGETTO GAVAGAI presenta
Gabriele Armellini . Lorella Calzolari . Carmen Coruzzi . Greta Penacca . Gianna Zanafredi
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2010.
ARTOUR-O | IL MUST _ MUSEO TEMPORANEO | FIRENZE
PROGETTO GAVAGAI presenta
Gabriele Armellini . Lorella Calzolari . Salvatore Daddi . Giuseppe Polverari
STANZA 121, GRAND HOTEL MINERVA
a cura di Silvia Petronici
FIRENZE
Grand Hotel Minerva, stanza 122 e Hall del Primo Piano, Piazza Santa Maria Novella, 16
Logge di Palazzo Antinori, Piazza Antinori, 3
PROGETTO GAVAGAI è presente alla manifestazione ArTour-O sia nella sua sede principale al Grand Hotel Minerva con un’installazione site specific nella stanza n.121 e nella hall del primo piano, sia nel percorso cittadino con la scultura Così sopra come sotto di Lorella Calzolari e un’istallazione delle carte di Giuseppe Polverari nelle Logge del Palazzo Antinori.
(stanza 121 GH Minerva)
Gli artisti: GABRIELE ARMELLINI . LORELLA CALZOLARI . SALVATORE DADDI . GIUSEPPE POLVERARI espongono nel contesto della stanza 121 i loro lavori, i quadri acrilico su tavola di Armellini, le carte di Polverari, il nero combusto, le vetroresine e le fotografie di Calzolari e infine l’olio su carta di Daddi. Il criterio è quello di utilizzare gli spazi della stanza come spazi simbolici, il letto, le pareti, la fascia degli stucchi in alto, lo specchio del bagno, l’armadio, tutti implicati in una dinamica di rimandi narrativi da ciò che sono e dove si trovano al senso espresso dalla ricerca dell’artista che vi si colloca. L’effetto d’insieme è quello di uno spazio contaminato dal sistema di trasformazione simbolica dell’arte che sospende l’uso comune degli spazi e delle cose svelandone la convenzionalità e la leggerezza.
STANZA 121, GRAND HOTEL MINERVA riflette sul valore degli spazi di transito, sul peso degli oggetti che in essi sono d’uso comune. L’occupazione, o meglio, la sovrapposizione dell’arte ad essi risveglia la nostra attenzione e riattiva la capacità di immaginare e produrre mondi alternativi.
(hall del primo piano GH Minerva)
GIUSEPPE POLVERARI espone un’installazione ambientale dal titolo Madrigali (in memoria di Ottaviano Rinuccini). Opera polifonica da camera. Una serie di carte (tecnica mista, dimensioni varie, bianco e nero) si sovrappongono agli arredi e riproducono in maniera visiva, attraverso la moltiplicazione del segno grafico, l’effetto polifonico del madrigale. Il percorso di questa installazione termina nella stanza 122 e precisamente sul letto al centro di essa.
(Palazzo Antinori)
LORELLA CALZOLARI espone la scultura in vetroresina Così sopra come sotto nelle Logge del palazzo, dove sarà presente contemporaneamente un’installazione di carte di grandi dimensioni di GIUSEPPE POLVERARI.
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2010.
KUNSTART 10 | 7° INTERNATIONAL ART FAIR | BOLZANO
PROGETTO GAVAGAI presenta
Gabriele Armellini . Marta Bettega . Lorella Calzoalri . Salvatore Daddi . Gilberto De Berardis . Angela Grazia Galletto . Antonella Lombardi . Cristiano Piccinelli . Giuseppe Polverari . Natalie Rossi . Lorenzo Vadi . Gianna Zanafredi
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2010.
SUONI CORRENTI | progetto musicale, artistico ed ecologico
a cura di Silvia Petronici da un’idea di Erena Ransfield Rhӧse
con la direzione musicale di Raimondo Lenoci
Il progetto SUONI CORRENTI riguarda le attività di un gruppo di musica sperimentale accompagnate da un lavoro di ricerca nell’ambito dell’arte visiva.
MUSICISTI_lorella calzolari, voce e pianoforte digitale_eva malmros, voce_bernt malmros, tastiere, violino_silvia falavigna, violino_magnus malmros, violoncello, chitarra elettrica e chitarra acustica_nanna malmros, violino_erena ransfield rhose, voce e ispiratrice del progetto_anna maria sartori, voce
ARTISTI_gabriele armellini _ lorella calzoalri _ francesca petronici_ giuseppe polverari _ natalie rossi
I componenti dell’ensamble SUONI CORRENTI provengono da tradizioni e luoghi diversi, a partire dalla cultura maori della Nuova Zelanda (tra i musicisti è presente come ideatrice del progetto e voce la Principessa Erena Rangimarie Rere Omaki Rhӧse e Anna Maria Sartori appartenenti alla famiglia reale di Turangawaewae) fino alla Svezia e infine l’Italia dove si sono riuniti per la prima volta nel settembre del 2009 a Mezzani, un piccolo paese della provincia di Parma non distante da Colorno. Il gruppo musicale si vale della collaborazione di Raimondo Lenoci in qualità di Direttore Artistico per la parte musicale e di Silvia Petronici come curatore dell’intero progetto artistico.
Il comune intento di questa riunione di talenti è quello di condurre attraverso l’esercizio creativo della musica una campagna di sensibilizzazione intorno al tema dell’acqua e all’importanza del rispetto e dell’amore per la nostra comune Madre Terra. L’acqua, intesa come risorsa per la vita dell’uomo sulla terra e come elemento stesso della vita, così come la preghiera per la Madre Terra sono al centro dell’attenzione compositiva e performativa di questo gruppo.
Le composizioni di SUONI CORRENTI sono nel loro complesso appunto una preghiera tenera e appassionata alla Madre Terra e un invito rivolto a tutti noi alla presa di responsabilità nei suoi confronti. Questo tempo difficile richiede una sveglia, occorre lottare con amore per la tutela della sua acqua senza più esitare. La sua bellezza e la nostra sopravvivenza su di lei sono messe in pericolo da una scellerata gestione delle sue risorse. L’amore è la vera arma di questa protesta gentile e importantissima. I mezzi musicali, vocali e artistici sono messi a disposizione di questo proposito con un entusiasmo commovente. Erena ha dedicato tutta la sua vita alla Madre Terra, coinvolgendo nella sua attività spirituale l’antica tradizione del suo popolo per parlare al cuore della gente e ricostruire i legami perduti con le nostre origini nella Terra.
La sua voce è uno strumento in questa direzione, è una voce per la Madre Terra. Sono presenti, tra i brani originali proposti in questa occasione, alcuni brani musicali in lingua maori in cui si parla d’amore e del legame tra l’uomo, la Madre Terra e Dio. In apertura della performance musicale di SUONI CORRENTI, come è d’uso nel cerimoniale di inizio della tradizione maori, sarà effettuata la Karanga, un canto tradizionale di benvenuto.
Questo progetto è artistico in senso lato, i mezzi messi in campo sono, oltre che strettamente musicali o sonori, performativi e visivi in un senso molto ampio.
L’esecuzione dei brani composti è accompagnata, o meglio, inclusa in un’esposizione che coinvolge artisti appartenenti al Progetto Gavagai (Gabriele Armellini con quattro acrilici su tavola, Lorella Calzolari già componente del gruppo musicale con una scultura in vetroresina, Francesca Petronici con un lavoro installativo composto da elementi ceramici, Giuseppe Polverari con delle tecniche miste su carta e Natalie Rossi con un’installazione site specific contenente acqua). Il lavoro artistico comprende la possibilità di studiare un’installazione site specific nei diversi spazi che ospiteranno l’esecuzione dei brani musicali. Si tratterà in ogni caso di un lavoro condotto a partire dall’elaborazione del rapporto tra forma e suono, volume e silenzio in costante confronto con il tema dell’acqua – centrale nella ricerca musicale di SUONI CORRENTI – e tutto questo in un movimento di tensione spirituale verso la Madre Terra. Saranno di volta in volta presentate sculture di grandi dimensioni, pitture e installazioni multimediali. Nel progetto SUONI CORRENTI sono coinvolte due associazioni della provincia di Parma fondate, l’una, Progetto Gavagai, a Mezzani nel 2009 e l’altra, Wai Mana, a Colorno nel 2006. Wai Mana che in lingua maori significa Potere dell’acqua (da Wai acqua e Mana potere, forza vitale) sostiene il lavoro di questo progetto e i suoi intenti spirituali, culturali ed ecologici. Progetto Gavagai cura la parte progettuale più specificamente artistica.
11 aprile 2010 | CHIESA DI S. STEFANO | COLORNO (parma)
apertura mostra ed esibizione musicale ore 18,00
segue aperitivo_ingresso libero
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2010.
PROGETTO GAVAGAI con ARTE ACCESSIBILE per MANGIA LE PRUGNE | VILLA ERBA | CERNOBBIO (como)
PROGETTO GAVAGAI presenta
Gabriele Armellini . Lorella Calzoalri . Max Gasparini . Longsheng Ma
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2010.
PG4SUMMER
PROGETTO GAVAGAI propone un calendario di impegni per l’estate 2010 in collaborazione con l’associazione WAI MANA e con la SELVA IN FIORE, azienda agricola per la coltivazione biologica della lavanda nei pressi di Porretta Terme (Bo)
SENTIRE E COINVOLGERSI. Introduzione al senso vitale dell’arte
Workshop a cura di Silvia Petronici
Questo workshop si propone di fornire strumenti per la fruizione dell’arte contemporanea, di riattivare una capacità attiva di coinvolgimento in ciò che prima di tutto è un’esperienza. L’arte sarà introdotta come un farmaco e un mezzo di profonda conoscenza di sé e della realtà che ci attraversa e che attraversiamo vivendo. Tutto questo nel contesto di una natura meravigliosa e profumata di lavanda.
Nello spazio che La Selva in Fiore ci mette a disposizione svolgeremo nel corso del fine settimana una parte teorica e una più direttamente esperienziale. I presenti avranno, infatti, la possibilità di fare esercizi di visione e acquisizione delle forme nella natura e di sperimentare un approccio artistico in prima persona sulla base di quanto acquisito durante la prima parte dell’incontro.
L’workshop è aperto ad artisti e a tutti coloro che intendono approfondire il loro rapporto con l’arte.
9-10-11 luglio 2010
Selva in Fiore
LA MUSICA DEL CUORE. Pianoforte e voce, una canzone per la Madre Terra
Musica al tramonto a cura di LONAWAI (Lorella Calzolari e Sammanawa)
LONAWAI è un gruppo musicale composto da due musiciste, Lorella Calzolari al piano e Sammanawa (Anna Maria Sartori) la voce. Il nome del duo oltre all’anagramma dei due nomi di battesimo contiene la parola Wai che in lingua maori significa Acqua. Infatti, sia con la tradizione del popolo maori che con l’acqua queste musiciste hanno molto a che fare.
Sammanawa, nata a Hamilton in Nuova Zelanda, è di origine maori e usa la lingua maori per i suoi componimenti; la ricerca sul tema dell’acqua è un punto centrale del lavoro di entrambe.
Lorella Calzolari nella vita è un’artista e si occupa prevalentemente di scultura. La sua ricerca prosegue con la composizione dei brani musicali nel progetto Lonawai.
Ecologia e spiritualità si mescolano in questo progetto con arte e musica in un’atmosfera magica e suggestiva.
L’acqua, intesa come risorsa per la vita dell’uomo sulla terra e come elemento stesso della vita è al centro dell’attenzione compositiva e performativa di questo gruppo. L’esercizio creativo della musica è guidato dall’intento di stimolare una riflessione sul valore del rispetto per la nostra comune Madre Terra. Le composizioni di LONAWAI sono nel loro complesso una preghiera tenera e appassionata alla Madre Terra e un invito alla presa di responsabilità nei suoi confronti. Questo tempo difficile richiede una sveglia, occorre lottare con amore per la tutela dell’acqua senza più esitare. La sua bellezza e la nostra sopravvivenza su di lei sono messe in pericolo da una scellerata gestione delle sue risorse. L’amore è la vera arma di questa protesta gentile e importantissima. I mezzi musicali, vocali e artistici sono messi a disposizione di questo proposito con un entusiasmo commovente. Il legame con la tradizione del popolo maori che Sammanawa porta in questo gruppo è mosso per parlare al cuore della gente e ricostruire i legami perduti con le nostre origini nella Terra.
La sua voce intensa è uno strumento in questa direzione. In apertura della performance musicale di LONAWAI, come è d’uso nel cerimoniale maori, sarà effettuata la Karanga, un canto tradizionale di benvenuto. KARANGA letteralmente traduce “chiamata”, è, infatti, un momento di grande coinvolgimento in cui lo spirito dei presenti, del luogo e di tutto ciò che esiste in quel momento viene chiamato alla speciale presenza che introduce a tutto il successivo lavoro.
24-25 luglio 2010
Selva in Fiore
PROVE APERTE | LONAWAI . LA MUSICA DEL CUORE
5, 6, 19, 20 giugno 2010
Progetto Gavagai