EVENTI - FUTURO...work in progress
l’arte come strumento d’indagine.
 
 
a cura di Silvia Petronici




“L’occhio innocente è cieco,
la mente vergine è vuota” I. Kant
 
Questa collettiva in via di costruzione parte dal presupposto della capacità dell’arte di essere uno strumento di ricerca, il campo d’indagine è il mondo tutto intorno, la realtà materiale e la sua esperienza umana. L’attività creativa dell’arte implica sempre una trasformazione che a sua volta presuppone un’analisi della materia da manipolare, fisica e simbolica che sia. Trasformazione che è interpretazione e quindi inevitabile aumento di contenuti. L’intervento dell’artista è creativo in questo senso, nel senso cioè del contributo semantico, la sua indagine delle cose della natura (dell’uomo come della sua realtà) è un’indagine situata. Parte da una precisa prospettiva densa di valore e, conservando di essa tutta la parzialità, si slancia oltre in una comunicazione allargata che ha del miracoloso. Il miracolo è indubbiamente una possibilità del linguaggio ed è qui che l’arte gioca la sua partita del senso. 
Questo progetto presuppone uno spiccato interesse per l’approccio per così dire empirico, per una ricerca, cioè, umile, sperimentale e accurata delle cose della natura. L’idea della natura qui avvicinata è indubbiamente ampia, ad essa appartengono le forme vegetali, minerali e animali come la loro esperienza da parte dell’uomo. Nessuno qui pretende di estendere sull’osservazione naturale uno sguardo da nessun luogo essendo irrinunciabile e acquisita la densità del proprio contributo nel merito di ogni indagine. 
L’indagine ha pertanto un passo scientifico avendo incluso nei parametri della scienza l’inevitabile parzialità dello sguardo e la sua inesauribile potenza creativa. L’artista percorre con il mezzo conoscitivo dell’arte la via dello scienziato che indaga le cose della natura e l’arte, a sua volta, è intesa come linguaggio prima ancora che come lingua o disciplina o tecnica o tradizione codificata di segni. L’artista ci mette del proprio, entra nel merito non solo di ciò che crea ma anche e prima di ogni altra cosa di ciò che osserva. Il risultato di questa operazione è un aumento della conoscenza, conoscenza del mondo e dell’uomo che lo abita e lo racconta.
In questo senso l’attività implicata nella ricerca artistica può essere pensata come primariamente conoscitiva, il coinvolgimento dell’artista nel suo lavoro è profondo e quando è anche consapevole la sua modalità è a tutti gli effetti scientifica così come gli effetti che produce. L’opera d’arte è un saggio delle possibilità dell’uomo di agganciare con il linguaggio la realtà pur restandone una parte rilevante. Il piacere che si aggiunge nella fruizione dell’opera è l’effetto miracoloso di quella comunicazione in cui l’artista da singolo individuo stabilisce un contatto con gli altri intorno a lui. Il titolo DE RERUM NATURA fa riferimento al poema di Tito Lucrezio Caro del I secolo a.C. L’indagine che Lucrezio compie della Natura delle cose è essenzialmente un’indagine poetica, una ricerca nella dimensione nascosta degli elementi della vita. Ma è anche un’analisi dettagliata e, in senso lato, scientifica di ogni singolo elemento dell’esperienza.
Agli autori coinvolti è richiesto di esercitare il proprio talento nell’attività esplorativa della ricerca. Dovranno mostrare, attraverso le opere che presenteranno di aver percorso le tappe della realizzazione del proprio lavoro con intenti conoscitivi.
In fondo ciò che è richiesto è la semplice adesione ad un criterio del fare arte che credo oggi valga la pena di promuovere, quello cioè del porsi di fronte al progetto artistico come ricercatori, facendo ipotesi, esperimenti, tentando soluzioni nuove a vecchi problemi. 
La figurazione, per fare un esempio, è, nell’ambito della pittura, una vecchia questione che gli artisti contemporanei possono con mezzi sperimentali affrontare aprendo nuovi spazi non solo formali ma soprattutto concettuali alla rappresentazione. Con questa richiesta si vuole coinvolgere gli artisti nell’opinione che con qualunque mezzo si può esplorare il mondo, conta solo l’onestà dell’approccio e la forza della propria capacità d’indagine.
L’attenzione di questo progetto è particolarmente concentrata sui due mezzi apparentemente opposti del disegno da una parte e della scultura dall’altra. Lo scopo, almeno nelle intenzioni iniziali, è quello di condurre nel complesso dell’esposizione di questi lavori una ricerca sui due livelli della leggerezza e quasi della trasparenza del bozzetto che tenta di afferrare il passaggio rapido di una visione delle cose e del volume invece materiale e consistente della trasformazione creativa fisica e semantica della realtà osservata. Questo accostamento di differenze ponderali non esclude del resto un ribaltamento e una riarticolazione delle prospettive dando alla scultura la chance di un’indagine leggera e al disegno l’opportunità di pesare.  SPg